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Riserva Naturale Statale del Litorale romano

Il territorio della Riserva in sintesi

La Riserva si estende nei Comuni di Roma e Fiumicino, ai quali è affidata la gestione: la superficie complessiva è pari a 15.900 ha, ed in particolare 8.150 ettari nel Comune di Roma (pari al 51% del totale) e 7.750 ettari nel Comune di Fiumicino. Gli ottomila ettari di superficie della Riserva, ubicati nel settore sud occidentale del territorio comunale, sono compresi tra il confine con il Comune di Torvaianica, a sud, ed il confine con il Comune di Fiumicino, a nord.

 

L'idea di creare un grande "Parco del Litorale Romano" risale ai primi anni '70 quando l'Associazione Italia Nostra, con l'appoggio di alcune associazioni ambientaliste locali, propose di definire i confini di un'area protetta delle dimensioni di circa 30.000 ettari che si estendeva lungo la costa da Capocotta a Passoscuro (allora ancora Comune di Roma) e all'interno fino alla Magliana seguendo l'asta fluviale del Tevere.

Il primo risultato si ottiene con il Decreto del Ministro dell'Ambiente M. Pavan del 27.7.1987 n. 428 "Individuazione di zone di importanza naturalistica del Litorale Romano", cui seguì nel novembre 1994 il Decreto Ministeriale "Misure provvisorie di salvaguardia dell'area del litorale romano" a seguito dell'annullamento del Decreto della Giunta Regionale del Lazio del 1990 che sanciva le norme di salvaguardia per tale area.

Nel frattempo la Giunta della Regione Lazio, con deliberazione 11746 del 28.12.1993 approvava lo schema di Piano Settoriale denominato "Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali", recepito dal Comune di Roma con Delib. C.C. n. 160/94, che includeva, tra le altre, l'area del Litorale Romano, definendone un ambito molto simile a quello definito dal decreto "Pavan".

Infine a seguito della perimetrazione del "Litorale Romano" approvata dal Consiglio Comunale di Roma (Del. 39/95), inviato alla Regione Lazio per i successivi atti, un gruppo di lavoro coordinato dal Ministero dell'Ambiente definiva la perimetrazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano che veniva istituita con il Decreto Ministeriale del 29 marzo 1996, pubblicato sulla G.U. del 2 maggio 1996.

La Riserva si estende nei Comuni di Roma e Fiumicino, ai quali è affidata la gestione: la superficie complessiva è pari a 15.900 ha, ed in particolare 8.150 ettari nel Comune di Roma (pari al 51% del totale) e 7.750 ettari nel Comune di Fiumicino.

Nel Comune di Roma sono interessate dalla Riserva il XII Municipio per una superficie di 936 ettari (12%), il XIII Municipio con 3.110 ettari (38%), il XV Municipio con 1.423 ettari (17%), il XVI Municipio con 2.549 ettari (31%) e il XVIII Municipio con 135 ettari (2%).

Gli abitanti nel territorio della Riserva, secondo i dati del censimento del 1991, risultano circa 4.000. Ben superiore è il numero degli abitanti che "premono" su quest'area e che è stimabile in oltre 350.000 residenti (tale stima è stata effettuata sul bacino limitrofo all'intero territorio della riserva nel Comune di Roma).

Gli ottomila ettari di superficie della Riserva, ubicati nel settore sud occidentale del territorio comunale, sono compresi tra il confine con il Comune di Torvaianica, a sud, ed il confine con il Comune di Fiumicino, a nord.

Le "isole" che compongono la Riserva hanno un perimetro complessivo pari ad oltre 140 chilometri: il nucleo centrale della Riserva è costituito dal sistema Tevere - aree della bonifica dal ponte del G.R.A. sul Tevere alla foce del fiume (3.600 ha) e dal sistema ambientale formato dalla Pineta di Castel Fusano e dalle pinete-leccete di Procoio (1.552 ha). A sud "l'isola" del sistema dunale di Capocotta (45 ha), ambientalmente connessa alla Riserva dalla Tenuta Presidenziale di Castel Porziano; a nord del Tevere l'area della Piana del Sole (272 ha) compresa tra la ferrovia Roma-Genova e l'autostrada per Civitavecchia, ed infine, in contiguità con le aree della Riserva nel Comune di Fiumicino, la grande estensione di Macchiagrande di Galeria (2.684 ha) che rappresenta un terzo dell'intera superficie della Riserva nel territorio romano.

La morfologia di quest'area compresa tra la linea di costa, il fiume Tevere e le prime alture verso il centro abitato di Roma è in gran parte pianeggiante, solcata dai numerosi canali della bonifica degli inizi del secolo e dai tratti terminali dei fossi di Malafede, Mezzo Cammino, Magliana e Rio Galeria.

Dal punto di vista ambientale l'area della Riserva rappresenta la parte terminale di un sistema morfologico-ambientale costituito dalle colline che circondano l'abitato di Roma, caratterizzato dalle Riserve Naturali di recente istituzione da parte della Regione Lazio, e delimitato da una corona naturale di aree verdi costituita dalle aree golenali del Tevere, e dalla Tenuta Presidenziale di Castel Porziano.

La principale emergenza naturalistica è rappresentata dal fiume Tevere, e dalle sue aree golenali, che solca l'area della Riserva per oltre 22 chilometri; dal punto di vista vegetazionale dalla mappatura eseguita l'area della Riserva risulta coperta per il 23% da macchia, pineta e bosco misto, pari a 1.860 ettari, da vegetazione igrofila (17 ha), da vegetazione dunale (48 ha) e da circa 220 ha di prato e pascolo. La gran parte dell'area della Riserva è costituita da terreni coltivati (circa 4.000 ettari). Infine da sottolineare che nel territorio del Comune di Roma la Riserva si affaccia sul mare per soli 3.500 metri, costituiti dalla spiaggia di Capocotta (m 2.500) e dalla costa nei pressi dell'Idroscalo (m 1.000).

Il grande patrimonio archeologico e storico presente nell'area della Riserva è costituito dagli scavi di "Ostia Antica", dalla via Severiana e dai resti della "Villa di Plinio", dalla rinascimentale "Torre San Michele", attribuita al Michelangelo, dalla medievale torre costiera "Torre Boacciana", dai castelli medievali di Castel Fusano (Chigi) e di Ostia Antica ed infine dai siti paleontologici di Castel di Guido e Malafede.

Date le caratteristiche descritte in precedenza riguardanti l'estensione e la distribuzione territoriale della Riserva, risulta difficile individuare i principali accessi alla Riserva: si possono comunque individuare gli accessi più significativi da via di Castel di Guido, per l'area di Macchiagrande, dallo svincolo del G.R.A, per l'area caratterizzata dall'ansa morta di Spinacelo, da via di Dragoncello, per l'area di Ficana - Monte Cugno, da via dei Romagnoli, per l'area della Bonifica, da via del Mare, per Ostia Antica, da via delle Acque Rosse, per l'area caratterizzata dalla omonima pineta, da via dei Pescatori e da via di Castel Fusano, per l'area caratterizzata dalla pineta-lecceta di Procoio e da via Cristoforo Colombo o da via del Dazio (litoranea), per l'area di Castel Fusano.

La proprietà delle aree della Riserva è per oltre il 60% pubblica; il rimanente 40% è per una grande parte suddiviso tra grandi proprietà e solo una esigua parte è frazionata in piccole proprietà.

La fruizione dell'area del Litorale Romano da parte dei cittadini è stata per tanti anni orientata verso specifici punti di interesse, di proprietà pubblica, si può dire attrezzati o comunque valorizzati dalle attività delle associazioni ambientaliste che vi operano: l'area di Castel Fusano, meta preferita per scampagnate e passeggiate, la spiaggia di Capocotta nel periodo estivo, le rive del Tevere per l'attività diportistica, gli scavi di Ostia Antica e più di recente l'area di Castel di Guido (oasi L.I.P.U.).

Le attività di pianificazione e gestione della Riserva, nella sua totalità, e qui intendiamo anche il territorio di Fiumicino, che prendono il via dal presente Piano di Gestione, hanno come obiettivo la valorizzazione dell'intera area non solo attraverso la conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionali, faunistiche e idrogeomorfologiche della Riserva, ma anche attraverso il restauro ambientale e la valorizzaione e promozione, attraverso attività compatibili delle risorse ambientali, storiche, umane e sociali.

La creazione dei Centri Visita, di aree di sosta attrezzate, di piste ciclabili, di sentieri natura, di strade parco, il servizio di navigazione sul Tevere, affiancata anche dall'acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale di nuove aree di pregio quale la Pineta delle Acque Rosse, contribuiranno a definire una vera e propria rete infrastrutturale dell'area protetta attraverso la quale, compatibilmente con le "discontinuità" geografiche della Riserva, sarà possibile una fruizione pubblica caratterizzata dalla continuità.
 

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