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Sgomberi, mozione in Assemblea Capitolina: un tavolo interistituzionale per l'assistenza

Tematica: Roma - Patrimonio - Sociale

7 agosto 2019

 

Via libera dall’Assemblea Capitolina alla mozione che impegna Sindaca e Giunta a richiedere l’immediata istituzione di un Tavolo permanente con il Governo, la Regione Lazio, Roma Capitale, la Città Metropolitana e altri enti pubblici, di volta in volta individuati, per gestire il Piano di interventi di sgombero di immobili occupati illegalmente, stabilito dalla Prefettura di Roma, e garantire i livelli assistenziali previsti dalla normativa.

 

Compito del tavolo sarà quello di definire un Piano straordinario che individui i necessari interventi a livello programmatico, economico, e quando necessario normativo, commisurati alla dimensione del fenomeno e al numero delle persone e dei nuclei familiari coinvolti nelle occupazioni degli immobili a Roma.

 

Un lavoro sinergico e costante per dare assistenza alle famiglie e alle persone in condizione di fragilità e assicurare loro un percorso finalizzato al raggiungimento dell’autonomia. L'obiettivo primario dell'Amministrazione capitolina è quello di contemperare legalità, tutela della proprietà privata e rispetto dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda la continuità scolastica dei bambini

 

"Roma", dichiara la sindaca Virginia Raggi, "ha una situazione non solo straordinaria, oserei dire unica, per la specificità e i numeri, con oltre 11mila persone presenti nelle occupazioni registrate dalla Prefettura. Quindi il superamento delle occupazioni abusive deve essere gestito in maniera diversa rispetto alle altre città”.

 

“La Capitale ha bisogno di un Piano straordinario per la gestione degli sgomberi" , dichiarano la presidente della Commissione Politiche Sociali Maria Agnese Catini e la presidente della Commissione Patrimonio e Politiche abitative Valentina Vivarelli.

 

"È questo lo scopo del Tavolo interistituzionale che deve essere istituito per il bene e la sicurezza della città. È doveroso", proseguono Catini e Vivarelli, "per evitare che si creino nuove forme di emergenza abitativa, illegalità, rischi per l’ordine pubblico e per la sicurezza di Roma. La situazione della nostra città per dimensioni e per il numero delle persone e dei nuclei familiari coinvolti non ha uguali in Italia”.

 

RED

 

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